DOPOSCUOLA, OVVERO DOVE SI VA QUANDO SI ESCE DA UNA SCUOLA DI TEATRO.

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Una delle domande che ci viene posta in assoluto dagli aspiranti attori, quando vengono ai colloqui per decidere se fare o meno domanda di partecipazione alle selezioni è: si, ma dopo? Che succede?

Provo ad azzardare una risposta, facendomi bello. Già perché è del 18 luglio la notizia che due nostre diplomate “hanno vinto” – come si dice –  al premio scenario. Chiara Lombardo, insieme al Collettivo InternoEnki (Roma), ha vinto il Premio Scenario per Ustica 2013. Scrivo Chiara « insieme a » anche se è il gruppo che ha vinto il premio. A tutti i nostri complimenti. A Chiara un abbraccio, forte. Eppoi una menzione speciale a « Unmonte » di Elisa Porciatti. Grande, Elisa!

//www.associazionescenario.it/ed2013/prog_vincitori13.htm

A premiarli un altro nostro ex allievo, Matteo Latino, che vinse il premio Scenario lo scorso anno. Potete leggere tutto su //www.newsrimini.it/news/2013/luglio/18/santarcangelo/festival_santarcangelo__i_vincitori_del_premio_scenario_e_premio_ustica.html
Accanto a Loro vorrei ricordare tutti gli altri, che non hanno vinto premi, ma che lavorano ogni giorno nel teatro, come attori, con le proprie compagnie, o da soli. E penso anche agli allievi di fresco diploma, che si stanno dando da fare. Nicola è al Globe, con Romeo e Giulietta per la regia di Gigi Proietti. Caterina ha già debuttato con  “Finale di partita” di Beckett, al castello di Formigine, vicino Modena, battendo ogni record di pronto impiego.   Mi perdoni chi non è stato menzionato. Le liste sono sempre un tradimento.
Ecco, vorrei dire: noi non c’entriamo più nulla. E’ giusto che il riconoscimento ora vada a loro, e alle loro abilità. Però vorrei anche dire a Natalia, Lilli, a Valeria, a Gabriella, a Marco, a Lisa, ad Alberto, a Marta, a Giles, a Horacio, a Maria: grazie. Sono stati i loro insegnanti. Degli splendidi insegnanti che hanno sopportato, spronato, sgridato, blandito e minacciato. Che si sono appassionati. Tutti i giorni, per tre anni.

Detta così  sembra un incubo.

Ma da questo incubo quotidiano sono nati dei sogni bellissimi.

Gianfranco Isernia

Scuola del teatro della Cometa


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