Sweet Home Europa di Fabrizio Arcuri

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cartellone india – stagione 14.15

Sweet Home Europa

8 | 26 aprile .15

Teatro India


Una genesi. Un esodo. Generazioni

di Davide Carnevali | regia Fabrizio Arcuri

con Matteo Angius, Francesca Mazza
Michele di Mauro
musiche composte e eseguite dal vivo
Davide Arneodo, Luca Bergia (Marlene Kuntz) + Nico Note

ideazione progetto scenico Andrea Simonetti
sculture sceniche esplosive
Riccardo Dondana (3tolo) e Enrico Gaido
assistente alla regia Francesca Zerilli

orari spettacolo
ore 21.00
domenica ore 18.00
lunedì riposo
durata 130 minuti senza intervallo

Quello che accade qui, accade nello stesso paese, in epoche differenti.
Oppure in paesi differenti, nella stessa epoca.
In fondo non importa nemmeno dove e quando accada.
Per questo non è necessario stabilire né una topologia, né una cronologia degli eventi.
Tanto la storia universale tende a ripetersi.
Sovrapponendosi alle storie personali, che si tramandano di generazione in generazione.
Per sempre.
Oppure fino alla loro scomparsa.


Un potente affresco dell’Europa (politico, sociale, religioso) si dipana precisamente sotto i nostri occhi: padri, madri, figli, mogli, mariti, compagni, estranei, esuli, uomini politici e d’affari si fanno rappresentanti del racconto della genesi di una Comunità, mettendone in scena i patti e i compromessi, le differenze e contraddizioni ideologiche e religiose, che hanno fatto dell’occidente un’idea dominante e insieme l’idea del suo stesso fallimento, culturale e sociale. Il capitalismo e il consumismo come metro e regola, anche dei rapporti interpersonali, hanno scardinato le regole tradizionali millenarie, lasciando intere generazioni in balia di guerre, più o meno giuste e più o meno sante, ma soprattutto di lotte per accaparrarsi le temporanee ricostruzioni

“SWEET HOME EUROPA è un testo sul problema dell’integrazione. Sulla possibilità e la capacità di accettare l’estraneo, lo straniero, l’altro. Un Uomo, una Donna e Altri uomini sono i protagonisti di differenti storie particolari e allo stesso tempo di una stessa storia collettiva – quella di una famiglia, di un popolo, dell’umanità intera – che, nel continuo incontro e scontro tra civiltà, sembra ripetersi in eterno. Sull’Altro uomo ricade il peso delle generazioni precedenti e di quelle successive, il peso di una tradizione secondo la quale chi non può vivere nella propria terra ne cerca un’altra in cui fondare una casa e una famiglia, per un nuovo posto in una nuova società. L’Uomo che nella propria comunità occupa invece una posizione di potere – politico, economico, culturale – farà di tutto per mantenere il privilegio di cui gode ed esercitarlo a suo vantaggio, a discapito del debole. La Donna, dal canto suo, cercherà sempre il suo ruolo in una società occidentale che, mentre critica quella orientale, tarda ancora a riconoscere la reale parità tra i sessi. A quasi vent’anni dalla nascita della UE, la Grande Casa Europea è un “cantiere ancora aperto”, come lo definiva Gorbaciov. Ma in che direzione stanno andando i lavori? Stiamo costruendo uno spazio privilegiato per la garanzia dei diritti umani, o stiamo solo recintando una proprietà privata per vietarne l’accesso a chi non è desiderato? Questa Casa sarà una casa accogliente? A chi sarà davvero disposta ad aprire le sue porte?”

Davide Carnevali

Fabrizio e gli Artefati insegnano alla Cometa

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