Sabato 15 ottobre ore 12.00 Teatro dell’Arca UOMO SI NASCE

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Coordinamento Nazionale Teatro in Carcere

Da “I masnadieri” di Friedrich Schiller
Riscrittura collettiva a cura del laboratorio “Con Amleto Dentro” della Casa di reclusione di Civitavecchia
Regia Ludovica Andò
Aiuto regia Marianna Arbia
Con Alessandro A., Roberto C., Florin C., Samir M., Leonardo S., Franco S., Drago S. S.
Responsabile pedagogico Alessia Giuliani
Produzione Associazione Sanguegiusto, Associazione Addentro, Officine Teatro Sociale, Assessorato alla Cultura della Regione Lazio con il contributo del Mibact per il progetto “Destini incrociati”, il patrocinio del Comune di Civitavecchia e il sostegno del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio.

I masnadieri sono briganti, banditi, giovani animati da idee rivoluzionarie che decidono di formare una banda. Ne scrive Friedrich Schiller nella Germania del 1781 dando origine a un testo teatrale, I masnadieri appunto, pieno di azione e passioni. Nel 2015 su questo testo lavorano i partecipanti al laboratorio teatrale “Con Amleto Dentro” organizzato per i detenuti della casa circondariale di Civitavecchia. Il dramma di Schiller è riscritto, si scelgono sette attori detenuti e il 7 maggio 2016 lo spettacolo Uomo si nasce, diretto da Ludovica Andò,viene presentato al teatro Palladium di Roma nell’ambito del “Roma Tre Film Festival”, organizzato dall’Università degli Studi Roma Tre, di comune intesa con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e il Coordinamento Nazionale Teatro e Carcere. L’Università Roma Tre da anni è impegnata nella ricerca, il monitoraggio e la diffusione delle esperienze teatrali nelle carceri italiane.
Uomo si nasce, prodotto dalle associazioni Sanguegiusto e Addentro, da Officine Teatro Sociale e Regione Lazio, con il contributo del Mibact (per il progetto “Destini incrociati”), il patrocinio del Comune di Civitavecchia e il sostegno del Garante dei diritti dei detenuti del Lazio, affronta proprio il tema degli uomini che si ribellano alle istituzioni, scontrandosi con le contraddizioni tra il desiderio di rivoluzione e la convivenza civile. Le bande possono nascere sulla spinta di ideali. I briganti sono spinti all’azione dalla rabbia, dalla necessità, oppure dal gioco, dalla curiosità o ancora dalla mancanza di prospettive. A volte gli esseri umani trovano risposte nel gruppo e pensando alla libertà finiscono per rinchiudersi in una gabbia. Il gruppo di Uomo si nasce inventa un inno che coagula le energie e le identità: “Omm se nasce, brigante se more, ma fin all’urdmavimm a sparà. E se murimm, menat ‘nu cioree ‘na preghiera pe sta libertà”. Cantando l’inno alla libertà i briganti scoprono la gabbia in cui si sono chiusi, i pali che bloccano le vie d’uscita, le sbarre che si stringono sempre più strette intorno ai personaggi, le loro vite, le loro decisioni. Nella storia si intrecciano vissuto a finzione, conducendo lo spettatore in una riflessione sulla scelta, la responsabilità e la possibilità di cambiamento. Proprio come accade ai personaggi dei “Masnadieri” di Schiller.

Marianna si è diplomata alla Cometa

TEATRO DELL’ARCA

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il nuovo Teatro costruito all’interno della Casa Circondariale
di Genova Marassi
Il primo in Italia ad essere costruito dentro ad un carcere

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