Hedda Gabler alla sala Uno a Roma dall’8 al 13 marzo.

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HEDDA GABLER

Dal 8 al 13 marzo, Dal martedì al sabato alle ore 21, Domenica ore 18:00

Centro spettacoli teatrali 2 e Salaunoteatro
presentano

Hadda gabler di Henrik Ibsen

Regia Reza Keradman
Con Astra Lanz- Daniele Amendola -Beatrice Fedi
Michele de Marchi- Daniel Terranegra
Luci Hossein taheri
Scenografia Valeria mangiò

Hedda Gabler , figlia di un enigmatico generale, si è recentemente sposata, probabilmente più per motivi materiali che per passione, con Jørgen Tensman, un uomo vagamente insipido e ottuso che ambisce ad una cattedra universitaria.

Al ritorno dal suo viaggio di nozze, un ex amate di Hedda, e rivale professionale di Jørgen, Ejlert Løvborg, irrompe nelle loro vite. Quest’uomo che un tempo viveva una vita alquanto dissoluta, si è rimesso sulla retta via sotto l’influenza di Thea Elvsted, una donna che Hedda non ha mai apprezzato, ed è in procinto di trovare il successo che, invece, potrebbe sfuggire al suo spento marito. Delusa dal suo matrimonio, ed irritata dalla coppia rivale, Hedda si mette in testa di strappare Ejlert dalle mani di Thea…

Come si intuisce da questo riassunto, nonostante la tetra, rigida reputazione di questo testo, l’azione drammaturgica potrebbe benissimo essere quella di un leggero vaudeville, fatta di infantili rivalità e futili invidie. Questa innata serietà va certo rimessa nel contesto della fredda, luterana società scandinava, dove il rispetto sociale si guadagna non attraverso l’affabilità e il calore, ma con la seria e disciplinata dedicazione verso il dovere compiuto.

La mia regia, invece, si vuole limitare a raccontare una storia, a illustrare nel modo più intimo possibile, aggiungendo una leggerezza e una celata ironia sotto intesa nel testo, valorizzando ancora di più, la futilità dei nostri più profondi desideri.
Nonostante questa chiave di lettura, i nostri personaggi sono comunque intrappolati da una scenografia labirintica e opprimente, dalla quale non sembrano poter liberarsi, simbolizzando le catene che in fondo, si sono infilati loro stessi.

Questo delicato equilibrio tra un tono un po giocoso, ma dove regna comunque l’incombente di una possibile tragedia, ambisce a trascrivere il corso delle nostre stesse esistenze, dove l’esito delle nostre azioni provocano delle conseguenze inaspettate ed imprevedibili, e dove innocue emozioni possono trascinarci nella più aspra tormenta.

Sala Uno Teatro
Piazza di Porta San Giovanni n. 10

Daniele Amendola e Daniel Terranegra si sono diplomati alla Cometa


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