Crave, di Sarah Kane, regia di Pierpaolo Sepe, con Dacia D’Acunto

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di Sarah Kane
regia Pierpaolo Sepe

con Gabriele Colferai, Dacia D’Acunto, Gabriele Guerra, Morena Rastelli

scene Francesco Ghisu
costumi Annapaola Brancia d’Apricena
luci Cesare Accetta
movimenti di scena Chiara Orefice

Prematuramente scomparsa nel 1999, l’autrice britannica Sa­rah Kane ha scritto cinque testi teatrali, in cui ha indagato gli abissi del dolore e del desiderio, della speranza e della disperazio­ne. Crave ne è la prova. Tradotto come Febbre, l’opera racchiude un inappagato desiderio dell’au­trice per la vita, la bellezza e la verità. Come dimostrano i pro­tagonisti che, dal momento in cui cominciano a parlare, dise­gnano in forma libera e musicale un intreccio di motivi che lascia intuire i contorni del mosaico di una vita. Due le storie: quella di A (author, abusator, actor), uomo anziano che ha una storia morbo­sa e violenta con C (child), appe­na adolescente, che non sopporta di amare quell’uomo; e quella di M (mother), una donna sulla via della vecchiaia che vuole un figlio per non restare sola, ma lo vuo­le senza amore, da B (boy), un ragazzo che la rifiuterà in modo umiliante.

Dacia ha studiato alla cometa

Al Teatro India, a Roma dal 4 ottobre alle 21:00 al 9 ottobre alle 19:00


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