Provini di recitazione

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Preparazione ai provini di recitazione

Il “Centro Internazionale La Cometa” è una delle più prestigiose scuole di recitazione, dove vengono formati attori e registi. La nostra scuola dispone dei migliori laboratori, ed opera grazie a docenti di fama internazionale.

Il “Centro Internazionale La Cometa” di Roma è riconosciuto dal “Ministero per i Beni e le attività culturali – Dipartimento dello Spettacolo” fra le scuole di recitazione e regia, e come organismo di promozione teatrale e perfezionamento professionale (altre informazioni alla pagina “CONTATTACI”.

Come prepararsi ai provini di recitazione

Alcune scuole propongono brevi corsi di preparazione ai provini di recitazione. Al di là delle scelte personali, è bene che alla base ci sia una seria preparazione, come quella fornita dalla nostra scuola. Il provino è il luogo dove dimostrare le proprie capacità. Questo vale per il provino professionale, per il provino che serve ad un regista per capire se l’attore è “in parte”, è adatto a incarnare questo o quel personaggio. Ma il provino per entrare in una scuola di recitazione è ben diverso: la commissione deve comprendere le potenzialità dell’aspirante attore. Spesso facendo provini in scuole differenti si possono avere responsi differenti. Questo perché le scuole cercano persone con cui lavorare, anche secondo le metodologie delle scuole stesse che sono spesso diverse, come sono diverse le finalità. Una scuola di cinema cercherà anche la prestanza fisica, o la fotogenia. Una scuola di teatro cercherà la “presenza scenica”. Non sono sfumature: e per questo noi suggeriamo di fare più provini d’ammissione presso scuole diverse, anche per finalità. Le scuole di cinema hanno un’impostazione pedagogica “teatrale” perché l’unica pedagogia che si è affermata negli anni è la pedagogia teatrale. Non esiste una recitazione cinematografica se non in quanto pratica di recitazione, cioè insieme di saperi e convenzioni tecniche e accorgimenti e consapevolezze di sé che consentono ad un attore di muoversi con disinvoltura davanti alla macchina da presa.

Un provino è una performance artistica di un attore, cantante, musicista, ballerino ecc. allo scopo di entrare a far parte di un organico artistico. L’aspirante esegue davanti ad una giuria o ad una commissione un pezzo imparato in precedenza, oppure assegnato poco prima dagli esaminatori stessi. Agli attori viene spesso chiesto di presentare un monologo.
I provini sono un processo sistematico, in cui i professionisti del settore selezionano gli artisti; in qualche modo somigliano a dei comuni colloqui di lavoro. Durante i provini di recitazione, il direttore artistico, il regista o un selezionatore che fa parte dello staff, esamina le competenze dell’aspirante per soddisfare le esigenze del lavoro. Avviene una valutazione di come l’individuo comprende le direttive del regista ed è capace di restituire una recitazione adatta al ruolo. I provini sono l’occasione in cui l’aspirante alla parte recepisce i suggerimenti del regista e apporta i cambiamenti opportuni allo stile con cui sta recitando. Alla fine delle audizioni, dopo che gli artisti hanno dimostrato le proprie abilità, il direttore artistico, il regista o il selezionatore possono fare alcune domande, che somigliano a quelle usate nei colloqui di lavoro standard (ad esempio, riguardo alla disponibilità di tempo dei candidati al ruolo).
I provini di recitazione non sono esami, ma semplicemente incontri con il regista, o un suo incaricato, per capire se un attore possiede le caratteristiche di un determinato personaggio.
Se un attore non viene scelto per un determinato film, non significa che non sia bravo, ma che non rientra nei canoni del personaggio che un regista ha in mente per quella certa storia.
Un provino va preso con il giusto spirito. Più se ne fanno e più si ha la possibilità di lavorare.
I provini per accedere ad una accademia di recitazione sono però molto diversi per certi aspetti.
Intanto chi fa il provino in questo caso non è un professionista, ma un aspirante tale. Si tratta cioè di una persona che desidera intraprendere un percorso di formazione. Quindi con quali strumenti si presenterà al provino? Innanzitutto con l’unico strumento in grado di esprimere l’arte dell’attore: il corpo, che anche se non ancora in possesso d’alcuna tecnica, ha delle qualità e delle capacità psico-fisiche precise. Queste capacità devono essere poi riempite e nutrite da una grande passione e amore per il teatro.
Caratteristica del lavoro dell’attore, è che non è possibile vedere e controllare il proprio lavoro nel momento in cui si compie. Questo fa sì che anche professionisti e attori di esperienza spesso non hanno una percezione esatta di quello che stanno facendo. Quando parliamo di un giovane ancora non formato, questo può generare molta confusione che unita allo stress emotivo, che ogni provino comporta, può determinare il fallimento della prova.
Per questo l’aiuto e la guida di un team di docenti (e non di un singolo insegnante) può essere di grande aiuto per ottimizzare le qualità e le capacità di ogni singolo aspirante attore.

Provini di recitazione: il rapporto tra teatro e cinema

Storicamente la pedagogia dell’attore è teatrale, nasce cioè in un contesto storico che vede il teatro come luogo all’interno del quale si forma, cresce e lavora. L’invenzione del cinema è relativamente recente. Ciò non toglie che esistano delle differenze, ma che queste differenze siano nelle pratiche più che nell’essere semplicemente attore. Un attore è un attore e basta. Deve saper recitare nel cinema e a teatro. In più il cinema fissa l’atto recitativo sulla pellicola o sul nastro, fissando per sempre gesti, posture, parole.
Sia il teatro che il cinema tentano di rappresentare la realtà, non sempre in una modalità naturalistica. Ma il cinema ha dalla sua parte il mezzo: la telecamera, o la cinepresa: il meccanismo in sé ha una forte impressione di realtà. Il linguaggio – così come si è andato affermando nel tempo – ha la sua grammatica. Noi conosciamo istintivamente il linguaggio del cinema, ne accettiamo i codici. Al punto che se un tempo il cinema spesso ricorreva al teatro, adesso succede che il teatro ricorre al cinema: che la recitazione teatrale cerca modelli di riferimento nella recitazione cinematografica.   
Non è un caso che il cinema delle origini, fatto d’inquadrature fisse, somigli al teatro. Mentre il cinema prende il suo spazio e raggiunge una completa autonomia, il teatro sperimentale porta nelle sale le immagini proiettate, arrivando al “teatro multimediale”, in cui è frequente la presenza di una videocamera sul palcoscenico, che riprende in modo più o meno insolito ciò che succede in scena, per rimandarlo immediatamente su uno o più schermi.

Puoi trovare altre informazioni sui provini di recitazione consultando la nostra home page.
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